Un argomento che suscita da sempre polemiche tra veterinari che sono pro o contro  questo tipo di alimentazione. Ma perchè dovrebbe essere meglio della dieta commerciale?

Salve a tutti, amici!

Oggi affronteremo un tema un po’ particolare per quanto riguarda l’alimentazione dei nostri pet, in alternativa alla dieta commerciale (croccantini e cibo umido):  la dieta BARF.

Questo argomento è da un po’ di tempo causa di attriti e scontri nel mondo della veterinaria e, in particolar modo tra veterinari nutrizionisti con  vari punti di vista: da una parte c’è chi sostiene (ed in parte è così) che la dieta BARF sia deleteria per la salute del cane (in quanto sono presenti ossa di pollo e colli che mettono a rischio l’intestino e l’intero apparato digerente del cane) mentre altri affermano che  sia un metodo naturale e più sano rispetto ai cibi industriali che si trovano nei negozi di animali e che ricoprono la stragrande maggioranza del mercato. 

Ma andiamo con ordine.

Che cos’è la BARF?

Acronimo di Biologically Appropriate Raw Food, la BARF si è insediata da pochi anni del mercato del pet food a sostenimento della teoria del cibo crudo e bio, adatto all’apparato digerente del cane. 

Tutto ciò per rafforzare l’idea di far tornare il cane alla sua alimentazione primitiva, esattamente com’erano soliti fare i loro antenati: i lupi

La BARF e i suoi vantaggi

Il fatto di nutrire il proprio cane esclusivamente con carne cruda è sbagliato; considerate che i lupi in natura non erano esclusivamente carnivori, bensì integravano alla loro dieta frutta, verdura, cereali, fibre e proteine. La dieta BARF aggiunge anche vitamine e minerali utili allo sviluppo del cane; inoltre ci sono varie linee di pensiero che hanno portato alla creazione di  vari menù, i quali ogni settimana vengono modificati, altri addirittura ogni giorno così da somigliare il più possibile alla dieta che il lupo faceva in natura, compresi dei giorni di digiuno ( poteva capitare qualche giorno di non cacciare nulla). 

Per questo le diete BARF sono personalizzate e ben equilibrate in base al soggetto, motivo per cui non devono essere improvvisate, ma è il veterinario nutrizionista a valutare il caso e i fabbisogni nutrizionali del cane proprio per creare una dieta bilanciata in base ai suoi bisogni e allo stile di vita.

Infatti un cane nella sua alimentazione ha bisogno di proteine, grassi, minerali, vitamine e fibre, e la dieta BARF ha proprio il vantaggio di poter dosare al meglio gli alimenti, di fare il giusto mix di ingredienti e di tenere sotto controllo i valori nutrizionali del cane per monitorare il suo fabbisogno. 

Gli svantaggi e rischi della dieta BARF

Ovviamente passare dalla dieta commerciale a una dieta BARF non è semplice come si pensa. È necessaria una fase di transizione (alternare cibo secco o umido con cibo crudo) che serve a monitorare l’atteggiamento e le reazioni del cane a questo genere di alimenti, soprattutto per quanto riguarda l’intestino.  Infatti non è strano che dopo un po’ che si è passati alla BARF il cane abbia episodi di diarrea. Oltre a questo è necessario che il cane venga monitorato costantemente i primi tempi, considerato che all’interno della dieta sono presenti delle ossa più o meno grandi e che il cane, ingerendole, possa stare male qualche ora dopo. 

Questo è un grande svantaggio dal punto di vista sanitario che fa perdere a questa dieta molti dei consensi provenienti soprattutto dai veterinari che molte volte si sono trovati davanti a numerosi casi di colite emorragica, blocchi intestinali o perfino perforazioni  che portano necessariamente il cane in chirurgia d’urgenza a causa delle ossa non digerite che spezzandosi, portano a questo grave trauma. 

Un altro grande svantaggio è la diligenza del proprietario: il problema dal punto di vista sanitario è correlato nella maggior parte delle volte  alla trascuratezza nel proporre gli alimenti o all’azzardo di voler fare da sé la dieta per il cane non conoscendo effettivamente nel dettaglio i suoi fabbisogni nutrizionali; un altro motivo sta – e permettetemelo – nell’ignoranza (nel senso di non conoscenza) dei proprietari: proprio come noi che andiamo dal nutrizionista e spendiamo anche un sacco di soldi per fare una dieta, il medico valuta i nostri fabbisogni in base a delle analisi e al peso per poi proporci una dieta bilanciata con le calorie che ci servono (unite anche a una buona attività fisica) e questa è personalizzata e con prodotti di qualità; il cane, proprio come noi, deve essere sottoposto a delle analisi da un veterinario per equilibrare la sua dieta personale e con prodotti altrettanto di qualità. 

Tutto ciò è per dirvi che la dieta BARF non significa “al mio cane do la carne cruda e un po’ di ossa”, magari anche gli avanzi del pollo arrosto buttati nella ciotola. Questo significa far stare male il cane e farlo andare dal veterinario. 

La BARF è ben altro ed è necessario sacrificare un po’ di tempo personale per equilibrare i pasti e far sì che siano di buona qualità. Se non siete disposti a fare questo, beh, tornate ai croccantini e al cibo umido, di sicuro non sbaglierete.

Da leggere: dieta industriale vs dieta casalinga

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