Come è opportuno nutrire il cane o il gatto che presenta delle patologie intestinali e qual è il mangime o la dieta più adatti? 

Salve a tutti, amici!

In questo articolo vi parlerò di come nutrire al meglio il vostro pet   che ha da poco sofferto (o tutt’ora ne soffre) di patologie intestinali. 

Per patologie intestinali intendiamo delle alterazioni nell’assorbimento dei cibi e delle loro sostanze nutritive, con conseguente vomito e/o diarrea da parte del soggetto (questi sono i sintomi più comuni e visibili dal proprietario) e notevole disidratazione, dovute per malattie virali, batteriche, cibi non idonei che il vostro cane/gatto ha trangugiato, ingestione di corpi estranei e tanto altro che il veterinario diagnosticherà dopo opportune indagini cliniche.

Ci tengo a precisare che l’alimentazione in questi casi è un grande aiuto per il vostro pet, ma non risolve il problema: sarà il veterinario a prescrivere opportune terapie di supporto e indicare un farmaco adeguato per far si che il vostro animale si senta meglio. Qui si parla di alimentazione di supporto, cibi cosiddetti “medicati” che, a differenza dei normali croccantini o cibi umidi, hanno delle proprietà specifiche, generalmente sono più leggeri in termini di valori nutrizionali e si concentrano su delle specifiche patologie. Potete scegliere la marca che preferite, meglio se sia della stessa che normalmente utilizzate (ad esempio, se il vostro cane mangia di norma croccantini Royal Canin, prediligete il Gastrointestinal della stessa marca) così da non creare ulteriori problemi nella digestione.

L’alimentazione nel corso di patologie intestinali

Quando il proprietario si accorge che il proprio animale sta male la prima cosa che nota (oltre ai sintomi citati sopra) è l’inappetenza

Un cane o un gatto che non si nutre come dovrebbe rischia di aggravare ulteriormente il suo quadro clinico e quindi, in base alle sue condizioni è opportuno agire in due modi: 

  1. Ricoverarlo in clinica veterinaria per iniziare la terapia farmacologica più adeguata e supportarlo tramite fluidoterapia e nutrizione parenterale (soluzione più drastica);
  1. Passare temporaneamente ad un’alimentazione più digeribile per il vostro amico e più facile da assorbire dall’intestino. In commercio ci sono moltissime soluzioni che possono essere somministrate in piccole quantità ma che sono sufficienti per l’apporto nutritivo che serve al cane/gatto (soluzione più semplice);

Naturalmente il secondo metodo è applicabile anche dal proprietario (sempre su indicazione veterinaria, non agite mai di vostra iniziativa!) però ci vuole pazienza e costanza, soprattutto se il vostro cane/gatto è in genere svogliato nei confronti del cibo.

E’ inutile precisare che se con il secondo metodo non riuscite ad ottenere risultati e l’animale continua a peggiorare, considerate il ricovero in clinica, dove il vostro peloso riceverà tutte le cure del caso, a partire dalla fluidoterapia per reidratarlo e all’alimentazione in forma liquida.

L’alimentazione post patologia intestinale

Dopo che il vostro pet si sarà ripreso dalla patologia in forma acuta, il veterinario vi prescriverà una terapia da continuare a casa, insieme ad una dieta specifica da perseguire nei prossimi 7-10 giorni dalla guarigione. 

Questa fase è molto importante per evitare ricadute e far gradualmente riabituare l’intestino del cane o gatto a lavorare come si deve. 

Perciò proseguite con la terapia che vi darà il medico e scegliete un alimento di prima qualità e specifico per l’intestino (Gastrointestinal cane o gatto). Continuate con questo cibo fino al termine della terapia e in ogni caso fin quando il veterinario lo riterrà opportuno; in genere si può tornare al normale cibo appena l’animale torna in salute, ma è bene perseguire la linea della gradualità, per evitare nuovi squilibri intestinali.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.